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Francis Bacon - Studio di George Dyer
Quando venne esposto per la prima volta al Grand Palais di Parigi, nell’ottobre del 1971, questo dipinto costituiva la metà sinistra di un dittico. L’altro pannello, rimosso dopo la morte di Gorge Dyer, era intitolato Immagini da Muybridge e mostrava una figura femminile nell’atto di fare la doccia mentre un bambino le gattonava attorno.
George Dyer era un giovane indigente dei quartieri dell’East End londinese dal volto interessante e dal fisico atletico. Fu il compagno di Bacon dal 1963 al 1971. Negli anni Sessanta divenne il suo soggetto principale e dopo la morte, avvenuta a Parigi nel 1971, le opere su di lui si moltiplicarono. In questo ritratto, sicuramente uno degli ultimi prima che si suicidasse, Bacon lo raffigura in un ambiente color rosso sangue, seduto, con le gambe accavallate e un giornale sotto il piede sinistro. Rispetto a tante immagini postume in cui è ridotto ad una larva spettrale, come nel Trittico Agosto 1972 Dyer appare al culmine della salute. Il suo corpo muscoloso si riflette in parte in grandi specchi azzurro cielo posti ai lati della piccola stanza. Gli specchi sono una costante nella pittura di Bacon; alludono alla mortalità, perché documentano lo scorrere della vita, e alla vulnerabilità. Egli gioca spesso con l’ambiguità tra specchi, finestre, riflessi e realtà. Alcune fotografie documentano che un grande specchio rotondo era collocato all’ingresso del suo studio al numero 7 di Reece Mews, mentre in quello di Limehouse erano disposti in tutti gli angoli sorprendendo chiunque vi entrasse.